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Garibaldi e Teano, la verità già nel 1911

Scritto da Alberto Zaza d'Aulisio - www.ilmattino.it,

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Pubblicato in : Notizie, Ultime

 

 

 

Fosse stata prestata attenzione al discorso tenuto il 26 ottobre del 1911 dal sindaco Carmine Lonardo durante la solenne cerimonia per lo scoprimento della lapide in ricordo dell'ingresso e della sosta di Vittorio Emanuele II e Giuseppe Garibaldi a Teano, certamente non sarebbe sorta la ben nota quèrelle sulla esatta individuazione del luogo del famoso incontro, che spesso ha fatto registrare toni acuti nella singolar tenzone tra i campanili di Vairano Patenora e del capoluogo sidicino.

 Quel giorno celebrativo del cinquantenario dell'unità d'Italia (era di giovedì) a Teano convennero le massime autorità, tra cui il prefetto Rebucci, il comandante del presidio militare di Caserta e dell’ottava Brigata di Cavalleria, maggiore generale Framarin, il presidente del Consiglio provinciale Nicoletti, il rappresentante della deputazione provinciale Iannaccone, il procuratore del re, di Santa Maria Capua Vetere De Rosa, il presidente facente funzioni del tribunale di Santa Maria, Magliana. Presenti, altresì, i sindaci di Sparanise (Mesolella), Santi Cosma e Damiano, Conca della Campania (Galdieri), Francolise (De Benedetto), Santa Maria Capua Vetere (Pinnarò), i Reduci Garibaldini con Della Torre, il deputato del Collegio, Mazzitelli, i deputati Della Pietra e Cioffi. Il sindaco Lonardo, tra l'altro, affermò: «Il quadrivio di Caianello fu l'altare su cui l'Eroe del Volturno depose la dittatura, ossequente alla fede giurata». Sulla lapide commemorativa era inciso: «Vittorio Emanuele e Giuseppe Garibaldi, suggellato il patto fra Popolo e Re al quadrivio di Caianello, convennero e sostarono in questa città» Dunque, è il primo cittadino di Teano che, mezzo secolo dopo, riconosce il quadrivio di Caianello ossia la località di Taverna della Catena di Vairano Patenora quale luogo dell'incontro, chiarendo che, subito dopo, il re e il condottiero entrarono in Teano. È stata una esigenza di esemplificazione a storicizzare l'incontro di Teano (e non di Vairano) atteso che il celebre quadrivio non aveva alcun rilievo significativo tanto da non essere riportato sulle carta topografiche e geografiche. I testi più puntuali, anche scolastici, hanno usata la locuzione «presso Teano». L'intero discorso del sindaco di Teano Lonardo e il testo della lapide sono riportati nell'ampio servizio di cronaca della manifestazione cinquantenaria pubblicato dal periodico «Terra di Lavoro» il 29 ottobre del 1911. Come si vede, polemiche, diatribe, rivendicazioni che, a volte, hanno avvelenato gli animi, si sarebbero potute evitare. Ma, se non ci fossero state, non avremmo avuto interessanti approfondimenti su quegli eventi determinanti per l'avvenire d'Italia mentre la letteratura sarebbe stata privata di opere pregevoli che, in un senso o nell'altro, hanno contribuito a far comprendere che la sintesi nella unità si raggiunge attraverso il confronto dialettico.

 

tratto da www.ilmattino.it

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Garibaldi e Teano, la verità già nel 1911
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Venerdì 24 Ottobre 2008 14:54
Ultimo aggiornamento Venerdì 24 Ottobre 2008 15:00